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LE 7 DONNE PIU’ IMPORTANTI NELL’ARCHITETTURA E NELL’EDILIZIA

In occasione della Festa Internazionale della Donna, ormai comunemente conosciuta come “Festa della Donna”, oltre a ricordare da cosa nasce questo giorno commemorativo e ringraziare (ogni giorno in realtà) le donne che negli anni, e ancora oggi, si battono per diritti economici, politici e civili del sesso femminile in tutto il mondo, noi di Garden House vogliamo raccontarvi qualcosa in più di sette donne che hanno fatto la storia nei mondi, erroneamente giudicati prettamente maschili, dell’architettura e dell’edilizia.

EILEEN GRAY

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Pioniera dell’architettura e dei mobili negli anni ’20, alcune delle opere di Eileen Gray sono ancora all’asta per svariati milioni di euro, ad esempio una sua sedia battuta per un milione di euro da Sotheby’s. Considerata la più grande maestra di International Style, Eileen nasce da una ricca famiglia irlandese che la porterà a studiare pittura, come il padre, per i primi venti anni della sua vita, poi, grazie ad una visita a Parigi, deciderà di spostare la sua attenzione verso l’architettura. Nel primo dopoguerra viene incaricata di decorare un lussuoso appartamento in Rue de Lota. Mobili realizzati su misura, lampade e tappeti inventati da lei, pareti decorate con pannelli laccati a mano la mettono sotto i riflettori, mentre i critici d’arte cominciano a lodare il suo design come innovativo e moderno. Da quel momento il successo di Eileen è in continua ascesa. Neanche le sue scelte sessuali scalfivano il suo successo, Eileen infatti era apertamente bisessuale e non si tratteneva certo dal frequentare circoli lesbici, decisamente all’avanguardia a Parigi.  Durante la seconda guerra mondiale il suo appartamento a Saint-Tropez viene fatto saltare in aria e gli altri saccheggiati. Eileen da quel momento sceglierà una vita decisamente più reclusa, salvo qualche amica fedele, e viene dimenticata dall’industria del design fino agli anni ’70, quando alcuni dei suoi pezzi diventano dei preziosissimi classici e a Londra le viene dedicata una mostra, purtroppo però postuma alla sua morte.

 

 

DENISE SCOTT BROWN

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Non solo grande architetto ma anche attivista per la discriminazione sessuale, Denise Scott Brown nasce negli anni ’30 negli Stati Uniti d’America, in Rhodesia del nord (oggi parte dello Zambia). Il suo primo marito (Robert Scott Brown) muore purtroppo nel ’59 in un incidente automobilisto e Denise sposa successivamente il collega architetto Robert Venturi. Nel 1991 il marito viene insignito da uno dei più prestigiosi riconoscimenti nel mondo dell’architettura: il Pritzker. Proprio a questo proposito scoppia la polemica sulla decisione di non assegnare il premio alla coppia (avendo sempre lavorato insieme per trent’anni) e Denise sceglie di non presenziare alla cerimonia destando scandalo e portando anni dopo alla revisione dello statuto del premio, che da quel momento viene assegnato non solo a gruppi di persone ma anche, finalmente, alle donne. Tra i suoi lavori più importanti troviamo il Seattle Art Museam, l’ala Sainsbury della National Gallery di Londra e diversi saggi riguardo l’architettura urbana e contemporanea americana, influenzando, nonostante le polemiche, l’urbanistica moderna.

ZAHA HADID

Pritzker Architecture Prize winner for 2004 Zaha Hadid poses Sunday, March 14, 2004, in West Hollywood, Calif. Hadid, an Iraqi-born architect who struggled for years to get her audacious and unconventional designs built, was named winner Sunday, March 21, 2004. She is the first woman to the win architecture's most prestigious prize in its 26-year history. (AP Photo/Kevork Djansezian)

In alcuni paesi è già difficile essere donna, figuriamoci donna di successo. Zaha Hadid rappresenta tutte le donne iraniane immigrate nel mondo che devono trovare il modo e la forza per diventare delle professioniste affermate senza svilire ciò per cui hanno studiato e lottato.

Classe 1950, Zaha si trasferisce a Londra per studiare e trovare lavoro. Lì farà una bellissima carriera, contornata di premi prestigiosi tra cui il famoso Pritzker (non assegnato a Denise Scott Brow, ndr) e il più recente Sterling nel 2010 e 2011. I suoi edifici si contraddistinguono per le forme sinuose e le prospettive ardite e rappresentano perfettamente il caos della vita moderna. All’Italia ha “regalato” il MAXXI e la Stazione Marittima di Salerno in Europa e nel Resto del Mondo invece le sue opere sono davvero tra le più diverse sia come realizzazione che come tipologia.

Nel 2010 la rivista TIME la include fra le 100 persone più influenti al mondo.

 

KAZUYO SEJIMA

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Altra protagonista del premio Pritzker (nel 2010), Kazuyo Sejima nasce in Giappone nel ’56 ed è una grande appassionata di superfici lucide come marmo, vetro, metalli e grandi finestre che esaltano la luce naturale e donano pulizia all’archittettura. Kazuyo insegna in una delle più prestigiose università del mondo, la Tama Art University di Tokyo, ed è stata la prima donna di sempre a dirigere la sezione dell’architettura alla Biennale di Venezia. Come Zaha Hadid, anche lei ha lasciato la sua impronta in Italia con il Prada Beauty Store ad Arezzo, anche se alcune delle sue opere più importanti sono in realtà sparse in tutto il mondo .

MAYA LIN

MAYA LIN

Figlia di immigrati cinesi, Maya Lin nasce in Ohio, America, nel ’59.  Siamo certi che abbia tratto grande ispirazione dalla sua famiglia, dove il padre è ceramista e la nonna pare sia stata la prima donna architetto in Cina. Appassionata di architettura e scultura, Maya comincia prestissimo a lavorare grazie alla presentazione di un progetto al concorso per la realizzazione di un monumento dedicato alle vittime della Guerra in Vietnam, successivamente approvato e realizzato a Washington. Inutile dire che la giovane età desta qualche polemica ma Maya non si fa abbattere, neanche quando tutto sfocia anche nelle sue origini orientali, e il suo progetto diventerà uno degli emblemi della capitare aggiudicandosi il posto di decimo monumento USA più bello. Altro contributo importante è stato il Women’s Table in memoria del ruolo delle donne a Yale.

LAURIE ZUCKER

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Figlia di Donald Zucker, proprietario della Zucker Organization che gestisce 2800 appartamenti a New York, è salita “al trono” dell’azienda dopo la pensione del papà a “soli” 83 anni che ha esclamato “L’Azienda passerà nelle mani di mia figlia, è automatico”. Se alcuni malpensanti stanno già dando per scontato che sia solo merito di un’eredità, Laurie e le statistiche americane li smentiranno: il mercato dell’edilizia, almeno in America, è sempre più al femminile!

SAMANTHA RUDIN EARLS

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Anche Samantha è figlia d’arte, e si è già occupata di seguire la ristrutturazione dell’ex St.Vincent Hospital al Greenwich Village al posto del papà Bill, ancora alla guida della Rudin Management. Non sappiamo cosa sia più difficile, se essere pioniere o eredi discriminate per la “facilità” dell’ingresso in alcuni settori. Siamo certi però che per le donne riuscire ad ottenere rispetto negli ambienti prettamente maschili non è semplice e devono avere tutto il sostegno della società per riuscire ad operare al meglio!

 

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